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CHIRURGIA VERTEBRALE

IL TRATTAMENTO PERCUTANEO

DELLE FRATTURE VERTEBRALI NELL’ANZIANO:

VERTEBROPLASTICA E CIFOPLASTICA

 

 

CONSIDERAZIONI GENERALI

 

Tra tutte le fratture  su base osteoporotica, quelle vertebrali  sono le più “precoci” e le più comuni nell’anziano.

La tipica frattura vertebrale nell’anziano è la frattura da compressione che si realizza  per  un cedimento strutturale del  corpo vertebrale di metameri più frequentemente dorsali intermedi o dorsolombari, perlopiù  in assenza di  eventi traumatici significativi.

 

 

Un paziente anziano con dolore vertebrale persistente, che non migliora con i comuni farmaci analgesici, ha elevate probabilità di avere una frattura; in questi casi deve essere eseguita una radiografia del rachide. Se la radiografia è negativa o di dubbia interpretazione e il paziente continua a lamentare dolore è utile eseguire una risonanza magnetica che permette, con alta sensibilità, di diagnosticare la lesione.

Il trattamento convenzionale delle fratture vertebrali osteoporotiche (allettamento, utilizzo del  corsetto ortopedico e terapia farmacologica)  ne permette  la guarigione, ma espone il paziente anziano ad un maggior rischio delle patologie legate all’allettamento (accidenti vascolari e flogistici) e causa invalidità e perdita di autonomia (utilizzo del corsetto); inoltre non prevede  la correzione della deformità vertebrale causata dalla frattura e non esclude  che questa possa   aggravarsi nel tempo.

La progressiva deformità  e il ripetersi di fratture vertebrali producono, nel corso degli anni, l'accorciamento del tronco,  l’abbassamento della statura e il caratteristico “incurvamento” dorsale a largo raggio responsabili della  compromissione della meccanica ventilatoria, della cronicizzazione di affezioni broncopolmonari e dell’alterazione della biomeccanica del rachide all'origine di dolori vertebrali persistenti o attacchi acuti.

Tutto ciò influisce negativamente sulle attività  della vita quotidiana quali il vestirsi, il mangiare e  il camminare, con importanti sequele quali la malnutrizione, la depressione, l’insonnia e la perdita di autonomia.

I limiti del trattamento convenzionale e i noti insuccessi della terapia chirurgica tradizionale  delle fratture vertebrali nell’anziano danno ragione della spinta propulsiva che hanno avuto  due nuove metodiche di trattamento: la vertebroplastica e la cifoplastica.

 

COSA SONO LA VERTEBROPLASTICA E LA CIFOPLASTICA

 

La vertebroplastica e la cifoplastica sono due nuove metodiche mini-invasive di trattamento delle fratture vertebrali nell’anziano. Trattasi di due tecniche percutanee di stabilizzazione della frattura mediante  l'iniezione di cemento acrilico  nel corpo vertebrale stesso.

La vertebroplastica consiste nella stabilizzazione della frattura  mediante cementazione realizzata attraverso l’iniezione percutanea di cemento acrilico (per mezzo di una o due  piccole cannule) nel corpo vertebrale (Fig.4 e Fig.5). Il cemento, dopo pochi minuti, solidifica acquistando la resistenza e la durezza dell’osso umano. La metodica permette così la “cicatrizzazione” della frattura impedendo che la deformità possa peggiorare nel tempo.

 


introduzione della canula nel corpo vertebrale

 

Cementazione

 

La cifoplastica rappresenta una evoluzione della vertebroplastica. La tecnica prevede infatti, prima della stabilizzazione del corpo vertebrale fratturato (come nella vertebroplastica),  la correzione della deformità ottenuta mediante un palloncino sintetico che viene gonfiato all'interno del corpo vertebrale; si procede quindi alla estrazione del palloncino e alla cementazione come nella vertebroplastica (Fig.6, Fig.7 e Fig.8). Se eseguita entro 3 mesi dalla frattura, la metodica permette il recupero pressoché completo dell’altezza del corpo vertebrale (morfologia originale del corpo vertebrale).

 

introduzione del palloncino sgonfio nella vertebra
correzione delle deformitàmediante gonfiamento del palloncino
stabilizzazione della frattura mediante cementificazione

 

INDICAZIONI

L’indicazione alla vertebroplastica e alla cifoplastica è la frattura vertebrale dolorosa.

Specificatamente il dolore rappresenta il parametro principale, ea talriguardo sottolineiamo l'importanza di omogeneità tra criteri clinici e diagnostica per immagini: l'esame clinico deve concludersi con il reperto di un dolore focale riferito a un determinato metamero vertebrale la cui responsabilità verrà confermata dallarisonanza magnetica, ritenuta da noi esame indispensabile al fine di differenziare le fratture vertebrali più recenti dagli esitiremoti, e a fornire dettagli morfologici utili durante l’esecuzione delle metodiche.

Benché le frattureosteoporotiche, data la loro rilevanzaepidemiologica, siano oggi le lesioni vertebrali più frequentemente trattate con le due metodiche , è da ricordare come lo possano essere anche le fratture vertebrali conseguenti a tumori, mieloma multiplo o angiomi.

MODALITA’ DI ESECUZIONE

La vertebrolastica e la cifoplastica si eseguono in sala operatoria o angiografica con il paziente in posizione prona e in anestesia locale (più sedazione) oin anestesia generale. Le cannule per inserire il palloncino (cifoplatica) e il cementovengono introdotte nella vertebra attraverso una o due piccole incisioni di circa 1 centimetro, mediante l’ausilio di una apparecchiatura chiamata fluoroscopio. E’ possibile trattare anche più di unavertebra in occasione della stessa seduta operatoria considerando che per ogni livello trattato sono necessaricirca 30 minuti per la vertebroplastica e45 circa per la cifoplastica.

DECORSO POSTOPERATORIO

La veloce solidificazione del cemento permetteal paziente di mettersi in piedi dopo poche ore dall’intervento ed essere dimesso, anche il giorno stesso, senza la necessità del corsetto ortopedico. L’inutilità dell’allettamento permetteun rapido ritorno nel proprio habitat domestico ela normale ripresa delle attivitàquotidiane.

RISULTATI

I risultati ottenuti con le due metodichesono eccellenti. Nella nostra esperienza la risoluzione del dolore si ottiene nel 95% dei pazienti e nella maggioranza dei casi si realizza immediatamente dopo l’intervento.

L’effetto analgesico immediato è da ascrivere alla cementazione della frattura, mentre l’effetto a lungo termine è garantitodalla stabilizzazione (vertebroplastica) ocorrezione (cifoplastica) della deformità vertebrale che garantisce non solo il ripristino di una corretta biomeccanica ma anche la riduzione del rischio difrattura a carico delle altre vertebre.

Ilmiglioramento della qualità della vita è altrettanto significativo; questo consente anche una maggior attività motoria del paziente che a sua volta comporta una miglior conservazione della massa ossea e quindi un contenimento del rischio fratturativo,non solo vertebrale.

Le complicanze clinicamente rilevantidelle due metodiche sono rare (0,5% – 2%) e sono legate alla stravaso di cemento al di fuori del corpo vertebrale.

Questi risultati sono molto significativi soprattutto se li si considera conseguiti conmetodiche percutanee, mini-invasive, eseguibili anche in anestesia locale e con una bassa incidenza di complicanze;vantaggi anche connessi alla breve ospedalizzazione e al rapido ritorno nel proprio habitat domestico. Sebbene questo sia importante a qualsiasi età,risulta a maggior ragione necessario e indispensabile nel paziente anziano.

 

 

 

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